
La CASA DEL CONSUMATORE- REGIONALE LAZIO è una Libera Associazione Regionale nata per iniziativa di un gruppo di cittadini e di esperti che da oltre dieci anni hanno militato nel mondo consumeristico spinti dall’esigenza di tutelare i diritti dei consumatori e utenti in particolare modo le fasce deboli quali gli anziani e i giovani.Basandosi sulla partecipazione dei cittadini laziali la sua missione consiste in un duplice scopo: tutelare i consumatori e contribuire a sviluppare e diffondere una cultura finalizzata al consumo responsabile e sostenibile.
E’ un’associazione di Terzo settore per i suoi requisiti di partecipazione democratica, utilità sociale e nonprofit ed è riconosciuta dalla Regione Lazio che l’ha inserita nel suo organo consultivo, il Comitato regionale degli utenti e dei consumatori.
L’associazione mette anzitutto al centro il cittadino nella sua veste di consumatore e di risparmiatore attivandosi come promotore e patrocinatore delle cause di quanti in ogni settore della vita economica e dei servizi subiscono torti o abusi e non vengono ascoltati. Svolge quindi una funzione di advocacy in quanto tutela, difende i diritti e gli interessi individuali e collettivi dei consumatori di beni e degli utenti dei servizi.
In virtù della visione che essa ha della società e delle politiche sociali e consumeristiche intende altresì svolgere una funzione culturale sia divulgando stili di vita e di consumo più appropriati, soprattutto tra i giovani, sia formando gli operatori giuridici ed economici del mercato sui temi relativi al consumo, ai modi di produzione, alla responsabilità della finanza e al modello di sviluppo, promuovendo convegni, seminari e corsi di formazione. Allo scopo non rinuncia a svolgere specifiche attività di ricerca-intervento, sia per favorire il cambiamento di comportamenti e di politiche orientate al consumo e ai consumatori sia per valutare la qualità e gli effetti di tali politiche.
numero unico nazionale 848 787 838
IN PRIMO PIANO
6 settembre 2011
CIAO STEVE,
THINK DIFFERENT LIVE DIFFERENT
Vuoi passare il resto della vita a vendere acqua zuccherata o vuoi una possibilità di cambiare il mondo?»
Steve Jobs
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1 Settembre 2011
Parte oggi il progetto promosso da 17 Associazioni dei consumatori
E’ partito oggi, 1° settembre, il progetto “Energia: Diritti a Viva Voce” promosso da 17 associazioni dei consumatori, tra cui anche la Casa del Consumatore e finanziato dalla Cassa Conguaglio per il settore elettrico su disposizione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
Obiettivo del progetto è quello di rendere i consumatori più informati e consapevoli in materia di energia e gas, in relazione alla liberalizzazione del settore energetico, che ha visto l’ingresso di nuovi operatori e quindi di un mercato più movimentato, favorevole al consumatore, ma che in molti casi ha creato criticità, come ad esempio comportamenti commerciali scorretti, situazioni di doppie fatturazioni o semplicemente difficoltà nel passaggio da un venditore all’altro.
La Casa del Consumatore, nell’ambio del progetto, ha attivato 3 sportelli: a Milano, a Genova e a Roma, dove personale esperto fornirà risposte e soluzioni ai clienti finali del servizio elettrico e gas e saranno in grado di:
- orientare i consumatori tra le diverse offerte commerciali (anche attraverso l’ausilio del sistema “trova offerte” dell’AEEG);
- informare ed educare il consumatore sul modo di sfruttare al meglio l’opportunità offerta dalla tariffa bioraria;
- fornire assistenza per l’ottenimento del bonus sociale gas/energia o il mantenimento dello stesso;
- supportare il cliente che dovesse trovarsi di fronte ad un problema con il proprio gestore;
- informare i cittadini consumatori su come controllare i propri consumi quotidiani e promuovere un consumo consapevole.
E’ stata creata, inoltre, un’applicazione specifica per i-Phone e i-Pad che consentirà di accedere ad una serie di servizi, tra i quali:
- l’elenco di tutti i 45 sportelli previsti dal progetto con relativa semplificazione di presa contatto con lo sportello più vicino al cliente o col numero verde,
- un’area Faq che si completerà di tutte le domande e risposte ai casi più frequenti;
- l’accesso ad un’area dedicata alla normativa vigente in materia di energia che darà la possibilità ad ogni consumatore di poter verificare la regolarità delle offerte proposte direttamente dal proprio cellulare.
A questi sportelli e all’App sarà affiancato un servizio di call center, con numero verde gratuito 800 82 12 12 per chiamate da rete fissa, con l’obiettivo di fornire risposte e informazioni ai clienti del servizio elettrico e gas. Il call center sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00-13 e 14-18:00.
Lo sportello Energia della Casa del Consumatore si trova a Roma Via Lungotevere Raffaello Sanzio 5 ed è aperto nei giorni lunedì mercoledì e venerdi dalle ore 9.00 alle 17.00.
08 Giugno 2011
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La Casa del Consumatore apre con Poste italiane un tavolo di conciliazione
A seguito dei disagi patiti nei giorni scorsi da molti utenti, a causa dei problemi nei sistemi informativi di Poste Italiane, l’azienda ha deciso di risarcire i danni subiti dai cittadini.
A tal fine, è stato aperto un tavolo di conciliazione con la Casa del Consumatore e altre Associazioni di consumatori, volto a verificare i singoli casi e disporre il giusto indennizzo in favore degli utenti.
Tutti coloro che nei giorni scorsi sono stati coinvolti nel disservizio postale, subendo un danno, possono compilare l'apposito form, per essere rappresentati dalla Casa del Consumatore al tavolo di conciliazione.
Alcuni esempi di danni causati dal disservizio postale che possono essere risarciti in quanto hanno prodotto un aggravio di spesa al cittadino (come interessi di mora o maggiorazioni di spesa):
- BOLLETTE SCADUTE
- CONTRAVVENZIONI PAGATE IN RITARDO
- TASSE E TRIBUTI PAGATI IN RITARDO
- FATTURE SCADUTE;
- BONIFICI O GIROCONTI NON ANDATI A BUON FINE
- BOLLETTINI NON PAGATI
Oltre questi, possono esserci altre tipologie di danno, come l’impossibilità di presentare nei tempi limite la domanda di partecipazione ad un concorso pubblico, o l’impossibilità di ritirare la pensione e saldare un debito o pagare un fornitore.
IMPORTANTE: e’ necessario conservare la prova dei danni subiti (copia di bollette, multe, fatture, e ogni altro documento utile allo scopo).
Roma 10 maggio 2011
Conoscere da vicino il rapporto tra il mondo giovanile e il consumo consapevole, avviando gli studenti all'autotutela contro truffe e inganni. Il tutto attraverso una serie di lezioni sull'educazione al risparmio e all'uso consapevole del denaro, riduzione dei rifiuti, riciclo e riuso, turismo sostenibile, qualità alimentare, consumo equo e solidale e spesa consapevole. Con questo obiettivo la Provincia di Roma ha pubblicato il bando di concorso, per l'attivazione di "Corsi di formazione per l'educazione al consumo", destinati a quasi 10 mila studenti di 50 scuole superiori del territorio.
"Come istituzione - ha spiegato l'assessore alla Tutela dei Consumatori, Serena Visintin - ci muoviamo sempre nel promuovere un'informazione preventiva rivolta ai cittadini, in questo caso ai ragazzi, per la tutela dei loro diritti. “Attraverso il dibattito e il confronto – ha aggiunto Paola Rita Stella, Assessore alle Politiche della Scuola – intendiamo sollecitare, nei nostri studenti, atteggiamenti di consumo critico e responsabile, tenendo conto anche delle motivazioni che determinano le preferenze individuali. Tanto con la collaborazione dei docenti, quanto con il coinvolgimento delle famiglie, la scuola si pone, così, quale luogo d’elezione per la diffusione della cultura della salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini”.

La Casa del Consumatore Lazio in partership con Altroconsumo, ha programmato una serie di Lezioni nel Territorio dellla Provincia di Roma nelle scuole medie. Lo scopo del Progetto dal titolo "Turisti non per Caso" è quello di far conoscere il Turismo sostenibile e accrescere la sensibilità verso questa forma di turismo, formando un giovane "Viaggiatore Responsabile" è inoltre stato predisposto un portale di E-learning per garantire a tutti gli studenti della Provincia di Roma di poter partecipare ugualmente al corso.
Il portale è disponibile al seguente indirizzo dal 31 maggio 2011 : http://www.scuoladelconsumatore.it inoltre è stato predisposto per poter essere visionato su IPAD-IPHONE-IPOD
Roma 27 aprile 2011Quando lo Stato uccide
di Della Longa Tommaso, Lai Alessia
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Campagna di sensibilizzazione dei cittadini pensionati o che stanno per andare in pensione.
Sei una persona attiva che vuole impiegare i propri talenti e le proprie competenze anche dopo aver chiuso l’esperienza del lavoro remunerato?
Il volontariato è un’opzione che permette di realizzarti come persona anche dopo il lavoro. Ti consente di operare in un gruppo coeso di persone motivate per raggiungere alcuni obiettivi di utilità sociale e di solidarietà. Si tratta di persone che considerano importante tanto l’”essere”, la vita di relazione, la condivisione di valori, quanto il “saper fare”.
Vuoi fare un’esperienza di volontariato attivo in una organizzazione di consumatori? C’è ne sono diverse a Roma e nel Lazio, ma la nostra è la più giovane anche nello spirito: è la “CASA DEL CONSUMATORE LAZIO”
Se vuoi fare del volontariato da noi sappi che è semplice e che ti arricchisce.
Basta avere voglia di uscire da casa e di incontrare gli altri con occhi diversi, di continuare ad esercitare un ruolo attivo e riconosciuto, di collaborare ad un progetto che nel suo piccolo persegue un mondo migliore per tutti.
Ti aspettiamo in Associazione per un colloquio orientativo, ti spieghiamo cosa facciamo e in cosa eventualmente potresti renderti utile, poi deciderai se far parte della “Casa” dei cittadini che noi rappresentiamo.
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Tel. 0664463420 Fax 0664463420 Cell. 3347191924
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Spot Aiazzone anni 80
Buone notizie per i clienti Aiazzone / Emmelunga che hanno sottoscritto contratti di finanziamento con Fiditalia.
La finanziaria, da noi contattata, si è resa disponibile a sospendere l’addebito ed il pagamento delle rate per i finanziamenti in corso a carico di tutti coloro che non hanno ricevuto la merce da Aiazzone.
Finalmente una risposta positiva che potrà sollevare gli animi di tanti.
Attenzione: sospensione delle rate non significa ancora risoluzione del contratto di finanziamento e restituzione delle rate versate.
Questo sarà uno step successivo.
Dobbiamo però riconoscere che si tratta di un bel passo avanti e ringraziamo quindi, almeno per ora, Fiditalia per la disponibilità dimostrata.
Ovviamente, visto che non tutti quelli che hanno aperto un finanziamento hanno il problema della consegna o altre contestazioni verso il mobilificio, Fiditalia non può sospendere le rate per tutti, nonostante alcuni semplicistici annunci approdati sulla stampa. E’ quindi importante, per dare concretezza all’impegno della finanziaria, individuare le situazioni critiche e comunicarle con sistematicità e precisione, per accelerare i tempi, evitando confusione e perdite di dati o richieste.
Anche al TG5 alla ribalta il caso Aiazzone e Emmelunga, con la Procura di Torino che ha aperto un’inchiesta a seguito delle prime denunce
Vediamo allora di fare il punto della situazione, scavando nei vari rigiri societari che hanno, loro malgrado, coinvolto migliaia di clienti.
Nel 2008 Renato Semeraro, i suoi figli e Gian Mauro Borsano rilevano il marchio Aiazzone tramite la B&S S.p.A., assumendo la proprietà di trenta negozi e mettendo in cantiere l’apertura di giganteschi store con oltre 3000 mq di superficie.
Nel giugno 2009 B&S S.p.A. ed Aiazzone Network (utilizzando una società di nuova costituzione, la Holding dell’Arredamento S.p.A.) acquisiscono anche la catena Emmelunga.
Il 20 luglio 2010 la B&S S.p.A. e la Holding dell’Arredamento S.p.A.. affittano le aziende Aiazzone ed Emmelunga a Panmedia S.p.A. (società torinese che fino a quel momento si occupava di comunicazione e non di arredamento): in parole povere da quel momento le attività ed i negozi Aiazzone ed Emmelunga passano a Panmedia.
Il 5 gennaio 2011, con sentenza n. 1/2011, il Tribunale di Roma dichiara il fallimento della Holding dell’Arredo S.p.A.., nominando Giudice Delegato il Dottor Francesco Taursano e Curatore il Dottor Sergio Scicchitano. L’udienza per la verifica dello stato passivo si è tenuta lo scorso 3 marzo.
Tra i primi atti, il Fallimento Holding dell’Arredamento S.p.A. revoca il contratto di affitto di ramo d’azienda a Panmedia. Da quel momento dunque marchi e attività Emmelunga e Aiazzone “ritornano” indietro alla Holding dell’Arredamento, fallita.
Nel frattempo il Tribunale di Tivoli dichiara aperta la procedura di concordato preventivo per la società B&S S.p.A., nominando commissario giudiziale il Dottor Marcello De Sanctis.
Con decreto del 23 febbraio 2011 il Tribunale di Tivoli, su richiesta anche della Procura della Repubblica di Roma, dispone però l’apertura della procedura di revoca dell’ammissione al concordato preventivo della B&S S.p.A. in liquidazione, fissando l’udienza in camera di consiglio del giorno 30 marzo 2011 ore 12,30 per la decisione sulla revoca stessa e l’eventuale dichiarazione di fallimento.
Che fare per uscire da questa ingarbugliata situazione? Naturalmente smettere di pagare, ma come possiamo recuperare i nostri soldi?
Iniziamo col distinguere tre categorie di creditori (per verificare a quale appartenete verificate la documentazione che avete in mano – scontrini, ricevute, contratti, ecc. – ed eventuali comunicazioni che vi fossero pervenute dalle aziende di cui sopra).
1) Coloro che hanno acquistato i mobili dalla Holding dell’Arredamento prima del 20 luglio 2010 (data del contratto di affitto di ramo d’azienda).
In questo caso i creditori dovranno presentare istanza di insinuazione allo stato passivo al Tribunale di Roma al fallimento della Holding dell’Arredamento. Il termine per il deposito delle domande tempestive è giù scaduto da inizio febbraio. Sul nostro sito saranno a breve disponibili un modulo da compilare con tutte le istruzioni per insinuarsi al passivo. Questa categoria di creditori può inoltre far valere il proprio credito anche nei confronti di Panmedia. Dovete a tal fine, se già non lo avete fatto, inviare una lettera di diffida.
2) Coloro che hanno acquistato i mobili dalla B&S S.p.A. prima del 20 luglio 2010 (data del contratto di affitto di ramo d’azienda).
In questo caso vi consigliamo di attendere l’esito dell’udienza del Tribunale di Tivoli per la revoca del concordato preventivo e la dichiarazione di fallimento. Se la società verrà dichiarata fallita sarà necessario depositare istanza di ammissione al passivo.
Questa categoria di creditori può inoltre far valere il proprio credito anche nei confronti di Panmedia. Dovete a tal fine, se già non lo avete fatto, inviare una lettera di diffida.
3) Coloro che hanno acquistato i mobili direttamente da Panmedia. Anche in questo caso dovete immediatamente inviare una lettera di diffida.
E i finanziamenti? Ripetiamo cosa si deve fare per liberarsi, legittimamente, dalle rate:
- inviate (con raccomandata A/R) la diffida di consegna;
- comunicate (per iscritto con raccomandata A/R) alla finanziaria che la diffida non ha avuto seguito, chiedendo la risoluzione del contratto di finanziamento;
- se ricevete risposta negativa, o nessuna risposta, dalla finanziaria, potete ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario: costa poco e nel giro di due mesi decide oppure con l’assistenza dei nostri legali potete adire l’Autorità Giudiziaria per far dichiarare risolto il contratto di finanziamento e per ottenere la restituzione delle somme versate.
Per informazioni o aiuto chiamateci allo 02 76316809 o scriveteci a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Per coloro che risiedono nella Regione Lazio e richiedono assistenza possono contattare il Dott. Claudio Cerne Resp. Sportello Conciliazione e Contezioso di Roma tramite email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
ROMA 25 Novembre 2010 LA “BIG SOCIETY”
Si è svolto giovedì 25 novembre presso la sede della Fondazione Roma, che lo ha promosso, un convegno sul ruolo decisivo che può giocare oggi la Società civile organizzata per sostenere le politiche sociali in Paesi come il nostro dove è declinante l’impegno pubblico. Se ne è parlato sull’onda del recente lancio del progetto definito “The Big Society” del premier inglese Cameron sintetizzato nell’assunto “meno Stato, più Società”.
Il parterre era di tutto rispetto, dato che sedevano al tavolo dei relatori figure come Bill Emmott, giornalista del The Economist. e il sociologo francese Michel Maffesoli. Erano presenti al anche Giuseppe De Rita del Censis, il sociologo Mauro Magatti dell’Università Cattolica, imprenditori come Luca Cordero di Montezemolo e Giuseppe Cornetto Bourlot, un politico, Francesco Rutelli e, unica rappresentante del mondo del nonprofit, Cristina De Luca.

Nella relazione principale di apertura il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Emanuele ha con forza marcato la
necessità che lo Stato faccia un passo indietro, sia “meno invasivo” e attui meglio il principio di sussidiarietà attraverso riforme normative e fiscali che liberino risorse per le organizzazioni nonprofit. Per il prof. Emmanuele nella misura in cui l’autonoma iniziativa della collettività è in grado di garantire le analoghe prestazioni fornite tradizionalmente dallo Stato in settori come la sanità, la scuola, i servizi alla persona, la cultura, si potrà ridurre il prelievo fiscale e avere più risorse per lo sviluppo. Insomma il “terzo pilastro” del sistema, come viene definito il nonprofit, può essere “il motore di un nuovo Welfare” di cui lo Stato diviene “regolatore e controllore” dismettendo la funzione di “produttore o gestore diretto di servizi”.

Meno Stato e meno Volontariato?
Si parla tanto di “Big Society”, di meno Stato e più Società civile, di un nuovo Welfare con tre gambe, ma di fatto non si facilita la mobilitazione attiva dei cittadini per attuare il principio di sussidiarietà tanto sbandierato dai nostri esponenti politici e dall’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Il tanto atteso 5 per mille, nonostante le recenti e reiterate rassicurazioni del ministro Sacconi del Welfare (“dobbiamo istituzionalizzare il 5 per mille”) e del capogruppo del PDL Maurizio Lupi, sempre presente nei convegni del Terzo settore, si è ridimensionato del 75% rispetto all’importo destinato nel 2009 che già poneva un tetto di 400 milioni. Di fatto il 5 per mille sta diventando un 1 per mille.
Il taglio di risorse finanziarie per il nonprofit previsto dal maxiemendamento alla legge di stabilità, all’esame dell’aula di Montecitorio dopo il voto in commissione Bilancio, è su due versanti: quello della fiscalità vigente e la decurtazione dei fondi per le politiche sociali che nei fatti vengono portate avanti da associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni onlus. Il volontariato e le altre organizzazioni nonprofit sono quindi nella tenaglia di Tremonti, nella morsa della politica ragionieristica dello Stato dove chiudere i rubinetti è la regola, senza alcuna strategia di impiego delle risorse. Non c’è più un disegno strategico per questo Paese e quindi la capacità di definire obiettivi di sviluppo sostenibili e stabilire priorità di intervento. Si sforbiciano i bilanci in modo indiscriminato senza capire ciò che serve al Paese. Come la cultura. La cultura “non si mangia” diceva Tremonti ma si può obiettare che la cultura fa mangiare se vi si investe oltre a elevare coscienze e intelletto nell’epoca della TV spazzatura. Come le politiche sociali che sono il cemento della solidarietà e della coesione sociale. Nell’anno della lotta alla povertà il tanto invocato “dono” dei cittadini della campagna del ministero del Welfare rimane deprivato di una leva, quella fiscale del 5 per mille che continua ad essere una concessione governativa. In tal modo gli italiani sono espropriati della possibilità di sostenere le forze migliori della società civile frutto dell’azione e della partecipazione solidale dei cittadini.
Roma 10 Novembre 2010

Lettera al Presidente della Regione Lazio
Gent.ma Presidente,
Le scrivo in quanto rappresento un’associazione di cittadini che ogni giorno affrontano la vita per rivendicare e promuovere i diritti di tutti e che al tempo stesso vogliono essere persone responsabili coniugando diritti e doveri.
Ci ha colpito la sua solerte disponibilità ad incontrare il cantante Califano, che forte della sua notorietà, ha fatto sapere a tutti delle sue non floride condizioni economiche per ricevere aiuto, senza alcun pudore a manifestarlo, pudore che solo i veri poveri hanno.
Ci ha colpito che un rappresentante istituzionale importante come Lei abbia così facilmente manifestato, oltre alla comprensibile solidarietà al cantante, anche la disponibilità ad aiutarlo con le risorse della Regione. Riteniamo che per principio un amministratore pubblico non possa agire in modo discrezionale e personalistico ma debba svolgere con rigore la propria funzione nelle regole istituzionali e senza privilegiare alcuno.
E’ umano che Lei abbia nei confronti di Califano un’affezione legata all’itinerario musicale del cantante che, come lei stessa dice, l’ha accompagna nella sua crescita. Tuttavia Lei sa bene che viviamo in una congiuntura caratterizzata da fenomeni di povertà e di impoverimento che colpiscono oggi con diversa severità una famiglia su quattro, come attestano i dati ISTAT. Almeno il 6% dei cittadini laziali nel 2009 rivelavano una condizione di povertà che come sa produce esclusione sociale e invisibilità, diversamente dall’esperienza di Califano, né hanno le conoscenze “politiche” che permettono, ad esempio, al cantante di premere su un ministro per accedere alla legge Bacchelli. Questa d’altra parte è una legge di cui si giovano i ricchi impoveriti, magari dopo aver sperperato facili fortune. Per loro ecco una ciambella di salvataggio, per di più pubblica, quando come lei sa bene le risorse per i servizi sociali e per i più poveri sono in netta diminuzione. Si tratta di un privilegio discutibile perché per la nostra Costituzione i cittadini sono uguali nei diritti e nell’accesso ai servizi.
Ci scusi l’intrusione nella sua funzione che peraltro è pubblica e quindi assoggettabile alle valutazione dei cittadini-elettori in quanto ne sono rappresentati.
Con i più cordiali saluti.
Il Presidente
Casa del Consumatore Lazio
Dott. Settimo Cerniglia
Roma 11 novembre 2010

IL CENSIS SUL VOLONTARIATO DA’ I NUMERI
Notizia di agenzia dell’ultima ora. Sbalorditivo! Più di 1 milione di volontari adulti nel Lazio. Siamo a posto, viva la solidarietà! Però questo dato non ci convince e vi diciamo perché.
Sappiamo che in Italia basta avere un “nome” per dire tutto ciò che si vuole, su qualunque argomento. Il CENSIS ha condotto un sondaggio di opinione (così si ricava dal sito) dal titolo ambizioso: “Il futuro del volontariato: il caso del Lazio” presentata ieri a Roma e promossa dai due Centri di Servizio per il Volontariato laziali (SPES e CESV) e sostenuta finanziariamente dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato del Lazio.
Purtroppo si tratta di un sondaggio confusivo rispetto al tema che si è posta, ovvero il futuro del volontariato. Oggi ci si interroga realmente se il volontariato avrà un futuro alle prese com’è in larga parte di una crisi di identità e di partecipazione al suo interno (appannamento della “gratuità” come valore costitutivo, assottigliamento delle compagini solidaristiche, perdita di tensione militante), e all’esterno, per la diffusa strumentalizzazione a cui è soggetto da parte delle istituzioni pubbliche a fronte della sua scarsa incisività quale partner nel servizio e nell’elaborazione delle politiche sociali. Vi è poi la contaminazione non sempre virtuosa con le altre organizzazioni di Terzo settore. Inoltre incombono le “sirene” di una deriva economicista e imprenditoriale che orienta molte organizzazioni di volontariato a svolgere un ruolo sostitutivo della funzione pubblica perdendo le prerogative di soggetti di advocacy, di stimolo all’innovazione dei servizi e di costruzione della cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva.
Secondo i dati del sondaggio CENSIS siamo invece all’apogeo del fenomeno, i volontari pullulano, anche se un po’ meno nel Lazio che nel resto d’Italia. Lo si ricava da un campione di 500 cittadini laziali posto a confronto con 800 cittadini di altre regioni, scelti non si sa con quali criteri e interpellati per telefono (mancano nella sintesi fornita e nella presentazione informazioni di tipo metodologico, ma il rigore scientifico è evidentemente un optional). Il sondaggio telefonico attesta così che nel Lazio il 22,1% della popolazione fa volontariato, ovvero pressoché 1 milione e 45 mila abitanti in età adulta. A livello nazionale sono in proporzione ancora maggiore, il 26% vale a dire ben 13 milioni e 29 mila cittadini. Peccato che l’ultima indagine multiscopo dell’ISTAT realizzata su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione, i cittadini con almeno 14 anni (e non 18!) che hanno svolto un’attività gratuita in una associazione di volontariato o di altro tipo “anche solo 1 volta l’anno” (definizione di volontario generica e “larga”) non sono più di 6,4 milioni (anno 2007), meno della metà di quelli “stimati” dal CENSIS, sia pure 3 anni dopo.
E’ evidente che vi è a monte un problema di definizione, oltre al fatto che il campione è tutt’altro che casuale dato che i fattori di autoselezione intervengono pesantemente nel sondaggio telefonico (chi fa volontariato risponde più facilmente sovrarappresentando di fatto il fenomeno). In generale oggi non è ben chiaro cosa si intende per volontario pur essendoci una definizione rinvenibile nella Carta dei Valori del Volontariato (dal 2001 promossa da FIVOL e Gruppo Abele) e nella legge quadro del volontariato (L. 266/1991) che si rifà ai valori della spontaneità, gratuità e solidarietà. Da qui la confusione tra volontario regolare ed occasionale, tra volontario e donatore di sangue o di denaro, tra volontario e socio di una bocciofila (solidarietà “corta”), tra volontario e giovane del servizio civile, tra volontario e cooperante volontario delle ONG, tra volontario e chi riceve un rimborso spese forfettario, e via dicendo.
Le cifre della ricerca CENSIS sono pletoriche anche perché fanno una banale proiezione da dati non statisticamente rappresentativi della popolazione e sembrerebbero costruite con l’approssimazione di chi non mastica cognizioni di statistica elementare. Viene tuttavia il dubbio che non sia tanto l’approssimazione statistica e la genericità della definizione a monte a determinare il calcolo bensì altre considerazioni di carattere opportunistico. Come quelle dell’attenzione mediatica (se il dato è roboante vi sarà più eco sui dati sfornati che si riverbera positivamente sulla fonte), quello della legittimazione dei committenti-referenti (più i numeri sono “grandi” più hanno un ruolo le agenzie che se ne occupano), quello della liturgia politica (l’importante è costruire un evento-presentazione congeniale ai protagonisti). D’altra parte siamo nell’epoca di sondaggismo imperante, della produzione artificiale di cifre in grado di condizionare la percezione pubblica, più funzionale a rappresentare una verità che a conoscerla effettivamente (la “realtà come costruzione sociale” ben inquadrata dalla sociologia della conoscenza).
A questo punto che cosa possono fare i cittadini per difendersi dall’inquinamento statistico di dati “politicamente” connotati? Devono esigere sempre che i ricercatori dichiarino le ipotesi di lavoro, la definizione della loro unità di analisi (in questo caso di “volontario”), la scelta del campione e la sua reale rappresentatività nonché la metodologia utilizzata. Poi vengono i dati, altrimenti questi serviranno ad operazioni poco trasparenti, scorrette o poco utili per un Paese che ha necessità di investire meglio le proprie risorse.
Roma, 25.10.2010
PROTOCOLLO TRA CONFSERVIZI ED ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI: SERVIZI PIÙ EFFICIENTI PER I CITTADINI
Il protocollo di intesa che le associazioni dei consumatori firmano con i gestori dei servizi pubblici quali luce, acqua, gas, trasporti, igiene ambientale (rifiuti) è ritenuto un accordo storico, in quanto per la prima volta coinvolge tutte le associazioni nazionali dei consumatori e una pluralità di settori.
Dopo un anno di preparazione decolla un’intesa che dovrebbe fornire garanzie concrete ai cittadini-consumatori sull’equità, trasparenza ed efficienza del sistema dei servizi essenziali per la stessa qualità della vita.
Si tratta di un esempio di “sussidiarietà circolare” tra lo Stato intenzionato a rafforzare il sistema dei servizi pubblici locali sostenendo la partecipazione delle parti sociali, rappresentative delle imprese fornitrici dei servizi e delle organizzazioni dei cittadini e a tutela dei consumatori. Tale tutela non si declina solo con la difesa dei diritti e con l’universalità dell’accesso ma anche con il contributo per una migliore efficienza-efficacia ed economicità dei servizi pubblici intesi come “beni comuni”. Ciò significa instaurare un sistema di governance in cui la titolarità di tali beni è allargata e partecipata.
I rappresentanti dei consumatori e le imprese dei servizi pubblici locali segnano il passaggio dalla “self regulation” a forme di “civil regulation” introducendo alcune sostanziali novità nei rapporti tra gli utenti ed i gestori: dalla Carta della qualità dei servizi, alla consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori, all’avvio di un Osservatorio per il monitoraggio della qualità dei servizi, al controllo qualità alle forme di tutela dei cittadini, alla garanzia di continuità dei servizi. In tale accordo viene attribuito un ruolo agli stessi enti locali nella funzione di verifica del funzionamento dei servizi.
VECCHIO E NUOVO WELFARE: UNA DIFFICILE TRANSIZIONE
di Renato Frisanco
Il Forum ANIA-Consumatori ha condotto, con la collaborazione scientifica del CENSIS, una ricerca su: “Gli scenari del Welfare, tra nuovi bisogni e voglia di futuro” presentata a Roma il 5 ottobre scorso e i cui approfondimenti sono rinvenibili sul sito: www.forumconsumatori.it
Cosa emerge dalla ricerca? Che una famiglia su tre in Italia è in difficoltà per disagi legati a situazioni critiche connesse con ingenti spese di tipo sanitario e assistenziale o con la perdita di lavoro e reddito. E’ la fotografia dell’Italia della crisi che si riverbera dal mondo delle imprese e della finanza a quello delle istituzioni, che faticano a fare da cuscinetto protettivo rispetto ai vecchi e nuovi bisogni. La ricerca non lo dice ma in Italia si è indebolito anche il welfare familiare, da un punto di vista strutturale, delle sue funzioni, prima che materiale. E’ ancora un “ammortizzatore sociale” visto che di fronte ai problemi complessi e alle risposte insufficienti dei servizi pubblici si arrangia, fa da sé, ricorre alla badante, mantiene i figli “precari” fino ad età avanzata. In tal modo però non è in grado di liberare altre risorse per investire preventivamente per la tutela e la promozione dei propri membri con l’accesso al mercato privato di beni e servizi che rimane privilegio dei ceti elevati.
L’ipotesi di chi ha realizzato la ricerca è che la soluzione ai problemi previdenziali e assistenziali dei cittadini vada ricercata in un sistema di “Welfare mix” plurale, pubblico-privato, articolato a più livelli e a più pilastri, universalistico per i livelli essenziali di assistenza, territoriale, assicurativo, solidaristico.Articolo completo Studi Ricerche Terzo Settore
ALLARME 2010 Cresce la Povertà in Italia
Povertà e crisi del modello di sviluppo
di Renato Frisanco
La nostra società è alle prese con il fantasma della povertà, fenomeno sempre meno circoscritto a frange marginali di popolazione. Oggi si fa fatica a comprenderla e ad affrontarla dopo che il sogno di una società opulenta a beneficio di tutti si è definitivamente dissolto con la recente traumatica crisi economica mondiale che sta attraversando il mondo globalizzato. La povertà, assoluta e relativa, è un fenomeno che non investe solo l’Italia. Basti pensare che nell’Europa dei 27 Paesi riguarda circa 80 milioni di cittadini, pari al 17% della popolazione.
Tra il 2005 e il 2007 mentre quasi ovunque in Europa aumentava il Prodotto Interno Lordo e, soprattutto, l’occupazione, la povertà non decresceva, anzi tendeva ad intensificarsi ad avere caratteristiche di maggiore severità. Tale apparente contraddizione segnala che siamo immersi in un modello di sviluppo senza crescita e che accentua le disuguaglianze di reddito e quindi la povertà relativa di gruppi specifici di cittadini, mentre le politiche redistributive dell’intervento pubblico appaiono insufficienti ad affrontarla.
E’ evidente che una delle cause della povertà è da attribuirsi all’incapacità del sistema di ridistribuire equamente le risorse e le opportunità provocando forti disuguaglianze, dato che la concentrazione eccessiva di ricchezza nelle mani di pochi costringe molti ad una vita di restrizioni e ai margini della società, pur vivendo in un'area economica ricca.
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Roma 27 Luglio 2010
Lettera al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Il Suo ministero ha avviato una campagna di sensibilizzazione per l’Anno europeo della lotta alla Povertà e all’esclusione sociale che interpella i cittadini richiamando una parola chiave cara al volontariato, quale il “dono” (“Campagna per il dono contro la solitudine e la povertà”). E invitandoli ad “aiutare l’Italia che aiuta”.
Tale campagna però ci piace poco perché rivela un modo vecchio di affrontare problemi sociali di grande complessità come sono quelli della povertà e dell’esclusione sociale. L’esclusione sociale segnala un percorso di retrocessione rispetto alle opportunità e ai beni e servizi che rendono la vita di una persona dignitosa. Quante persone sono oggi su questa traiettoria di disagio? I dati ci dicono che sono aumentate negli ultimi anni, anche se nel 2009 il fenomeno tende a stabilizzarsi (il 18,3%. degli italiani è in stato di povertà assoluta o relativa, ISTAT 2010). Ma non è un segnale positivo perché significa solo che la povertà è diventata più severa per i già poveri, peggiorando le condizioni di ineguaglianza tra i cittadini. La crisi ha colpito anche i migranti che sono i primi ad essere espulsi o a subire situazioni di non rispetto del contratto di lavoro.
E poi ha colpito soprattutto i giovani con un blocco in entrata nel sistema produttivo, documentato da un calo di 300 mila occupati nell’ultimo anno e dalla discesa del tasso di occupazione giovanile al 44%.
Ciò significa che più di due milioni di giovani sono al di fuori del circuito formativo e di quello lavorativo. E’ vero che la Cassa Integrazione Guadagni è stato un freno rispetto agli effetti più dirompenti della crisi ma allo stesso tempo lascia a casa i giovani che devono contare su un Welfare familiare per il loro minimo vitale.
Gli interventi che il nostro Paese mette in atto per contrastare la povertà sono pochi, residuali, frammentati, non incisivi, con mobilitazione di risorse più ridotte dove vi è più bisogno. Nella retorica politica di questi tempi, e che lei stesso cavalca, si dice che l’Italia ha affrontato la crisi meglio di altri Paesi, ma i dati dimostrano che rispetto a non pochi indicatori strutturali dell’occupazione e alle misure messe in atto nella lotta alla povertà è agli ultimi posti in Europa.
Ne segnalo alcuni rilevati nel Rapporto della Commissione di indagine sulla povertà e l’esclusione sociale presentato qualche giorno fa al CNEL: tasso di occupazione, disoccupazione giovanile, concentrazione territoriale della povertà, tasso di povertà minorile, tasso di povertà persistente, spesa media al di sotto dello standard europeo oltre alla spesa pubblica procapite per la povertà più bassa.
Pochi giorni fa alla presentazione del rapporto della Commissione il rappresentante del suo ministero è venuto a dirci che la povertà c’è sempre stata e ci sarà sempre (allora ci rassegnamo?), che è soprattutto prodotta dalla solitudine e che per questo non sono le istituzioni pubbliche i soggetti più idonei a farsene carico bensì la cosiddetta società civile. Lo Stato “deve fare un passo indietro” disse e deve vincere la logica del “dono” su cui è stata costruita l’unità d’Italia (altra bella retorica nazionale). E ha demolito l’ipotesi della Commissione di indagine sulla povertà e l’esclusione sociale (allora tutti a casa?) che perorava il rilancio del “reddito minimo di inserimento” magari facendo tesoro di alcune buone pratiche europee (oltre a noi solo Grecia e Ungheria non hanno questa misura di contrasto alla povertà). Il suo rappresentante ha esordito dicendo di vedere il problema senza alcuna “ideologia” essendo egli un giovane militante della politica. Ma la sua posizione a noi pare carica di ideologia. Non le sembra, Signor Ministro, che stiamo scivolando in modo accelerato - la crisi in questo “aiuta” - verso una china in cui i grandi sistemi universalistici e di inclusione del Welfare vengono continuamente corrosi a vantaggio di un sistema di risposte ai diritti dei cittadini sempre più privato, del Terzo settore, del welfare aziendale (gli accordi integrativi sui “benefici non monetari” della Luxottica insegnano), di categoria (contratto bancari, assicurativi), filantropico e della compartecipazione crescente del cittadino alle spese? E quindi con un’accentuazione di disparità nel trattamento dei cittadini che già caratterizza i 20 sistemi di welfare regionali e il federalismo fiscale?
Cosa può significare questa deriva verso il “secondo Welfare”, alternativo a quello statale, per il volontariato? Che esso dovrà farsi carico degli esclusi e dei poveri? Che si sospingeranno le organizzazioni di volontariato (i segnali sono ormai molti e concreti) a diventare piccole imprese per fare servizi a basso costo? Che si passerà da una sussidiarietà “circolare” (mutua valorizzazione tra Pubblico e organizzazioni dei cittadini) ad una sussidiarietà intesa come “delega” al Terzo settore delle politiche sociali a cui si concede il 5 per mille.
Signor ministro come la mettiamo con il “dono”? E’ il frutto di una socialità virtuosa - della cittadinanza attiva di chi attua la “gratuità del doveroso” come direbbe uno dei padri della 266 (Nicolò Lipari) - nel contesto di un sistema nel quale sono garantiti alcuni diritti universali, oppure è beneficenza, sostituzione, intervento residuale oltre che non liberante per chi lo riceve? Luciano Tavazza 11 anni fa organizzò con la Fondazione Italiana per il Volontariato un convegno dal titolo emblematico “Oltre i diritti il dono” a rimarcare un concetto che è stato ben espresso anche dalla Chiesa - che ella ascolta con grande sollecitazione - perché “non avvenga che si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia” (enciclica di Paolo VI ‘Apostolicam Actuositatem’, 1965). Vogliamo tornare indietro?
Dott. Settimo Cerniglia
Vicepresidente Nazionale La Casa del Consumatore
Roma, 11 maggio 2010 -
La FAO lancia oggi una grande petizione on line, che esorta la gente in tutto il mondo ad indignarsi per il fatto che circa un miliardo di persone soffrano la fame.Il Progetto 1billionhungry usa immagini forti per mostrare cosa davvero può significare aver fame, mentre un linguaggio diretto ed una grafica innovativa attraggono l'attenzione sul fatto che è giunto il momento di dire basta! Icona della campagna un fischietto giallo per esortare la gente a "fischiare" contro la fame.La petizione mondiale fa appello ai governi affinché facciano dell'eliminazione della fame la priorità numero uno.
"Dovremmo tutti essere molto arrabbiati per il fatto che altri esseri umani continuino a soffrire la fame", ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf.
"Se anche voi lo siete, vorrei che esprimeste questa rabbia aggiungendo il vostro nome alla petizione 1billionhungry che trovate su http://www.1billionhungry.org/, che siate ricchi o poveri, giovani o vecchi, nei paesi in via di sviluppo come in quelli sviluppati", ha aggiunto.
La FAO spera che la petizione trovi un'amplificazione attraverso social network come Facebook, Twitter e YouTube.
Assicurando il proprio sostegno all'iniziativa, l'attore inglese Jeremy Irons ha preparato un video promozionale in cui ripete la famosa scena del film del 1976 "Quinto Potere", di Sydney Lumet, in cui Peter Finch, che ha vinto l'oscar per questo ruolo, grida di essere molto arrabbiato, per l'appunto mad as hell!
Il sostegno internazionale
L'atleta olimpico Carl Lewis ed il calciatore Patrick Vieira sono alcune delle personalità del mondo dello sport e dello spettacolo che hanno partecipato al lancio.
L'Associazione delle leghe Europee di calcio professionistico presenta un video di appoggio all'iniziativa con le dichiarazioni di alcuni calciatori famosi, ed inoltre più avanti sponsorizzerà una "Giornata di partite contro la fame".
I cantanti Anggun, Dee Dee Bridgewater, Dionne Warwick, Fanny Lu, Mory Kanté Noa e Chucho Valdés, ambasciatori di buona volontà della FAO, hanno donato musiche alla campagna.
Il progetto 1billionhungry è appoggiato da una serie di organizzazioni della società civile, tra cui l'Associazione mondiale delle guide e delle ragazze scout, e da un numero crescente di ONG che promuoveranno la campagna attraverso i loro network.
"È un'ingiustizia immane che oltre un miliardo di persone vadano a letto a stomaco vuoto, ed è per questo che accogliamo con piacere l'impegno della FAO in questa direzione", ha dichiarato Katia Maia, responsabile della Campagna per l'alimentazione e l'agricoltura di Oxfam.
Un obiettivo che si allontana
Se nella riduzione della fame si continuerà a mantenere il passo attuale, l'Obiettivo del Millennio di dimezzare la percentuale delle persone che soffrono la fame entro il 2015 non sarà raggiunto.
Su circa 1 miliardo di persone che soffrono la fame, 642 milioni vivono nella regione Asia e Pacifico, 265 milioni nell'Africa sub-sahariana, 53 milioni in America Latina e Caraibi, 42 milioni in Medio Oriente e Nord Africa e 15 milioni nei paesi sviluppati.
La FAO stima che la produzione agricola mondiale dovrebbe aumentare del 70 per cento per riuscire a produrre cibo sufficiente per i 9 miliardi di persone che abiteranno il pianeta nel 2050.
Si parlerà di aiuti all'agricoltura dei paesi in via di sviluppo al summit dei leader del G8 che si svolgerà il mese prossimo in Canada.
Lettera a un Assessore


Definita la nuova Giunta Regionale a Teodoro Buontempo è stato assegnato l’assessorato “Casa, Tutela dei consumatori e Terzo settore”.
Anzitutto un “buon lavoro” all’assessore perché i temi che dovrà affrontare sono importanti e connessi con l’esercizio della cittadinanza.
Il godimento del bene casa è il prerequisito per una vita dignitosa di singoli e di famiglie, allontanandoli dallo spettro di una condizione di povertà cronica.
La tutela dei consumatori è un’esigenza intangibile della modernità dove allo status di cittadino corrisponde il ruolo di consumatore tanto che la stessa Regione Lazio “riconosce il fondamentale ruolo economico e sociale dei cittadini in qualità di consumatori di beni ed utenti di servizi di godimento individuale e collettivo”, così come ne promuove e sviluppa l’associazionismo tra i consumatori (L. R. n. 44/1992). Tale funzione non è disgiunta dalla promozione del più ampio terzo settore che nella sua espressione più genuina è fenomeno di partecipazione responsabile dei cittadini alla costruzione di un Welfare più equo e sostenibile.
Come lei sa si tratta di una galassia di soggetti privati organizzati che operano per una finalità di utilità sociale o di interesse generale, in grado di sostenere variegate funzioni: solidaristica e di advocacy (volontariato), aggregativa e partecipativa (associazionismo), distributiva (fondazioni e comitati), di servizio e occupazionale (cooperative e imprese sociali). In quanto soggetto “terzo” non svolge un ruolo sostitutivo a quello delle istituzioni pubbliche ma complementare e sussidiario. E’ invece “altro” rispetto allo Stato e al mercato quando rivela la sua peculiare capacità di creare capitale sociale e beni relazionali e al tempo stesso servizi innovativi e compatibili con il protagonismo e la responsabilità dei cittadini in un clima di partecipazione e di democrazia reale.
Il Terzo settore può oggi costituire una componente importante per l’ulteriore sviluppo di un Welfare capace di rispondere ai cittadini in stato di maggior bisogno, di fare reale prevenzione dei rischi, del disagio e del degrado e di intervenire con attenzione agli aspetti relazionali e alla costruzione di vita comunitaria. Per questo è importante che le istituzioni pubbliche più che regolamentarlo burocraticamente svolgano azioni di sostegno (condizione della sussidiarietà), di promozione e di valorizzazione perché possa dare al meglio il suo contributo insostituibile.
E’ quello che auspichiamo possa fare il Suo Assessorato nell’attuale legislatura.
Dott. Settimo Cerniglia
Vicepresidente Nazionale La Casa del Consumatore
I FIGLI? POCHI PERCHE’ AD ALTO COSTO
a cura di Renato Frisanco
La recente ricerca del CISF (Centro Italiano per gli Studi sulla Famiglia) - “Il costo dei figli” curata da Piepaolo Donati, Franco Angeli, 2010 - dimostra, cifre alla mano, l’oneroso impegno finanziario delle famiglie italiane per l’accrescimento dei figli tanto da affermare che «la popolazione italiana sopravvive decentemente proprio perché rinuncia ad avere figli».
Cosa significa oggi avere un figlio? Lo dicono le statistiche. Il nostro Paese è, nel mondo, tra quelli con la popolazione più vecchia in assoluto non solo perché la gente vive più a lungo ma anche perché nascono meno figli. Il tasso di fecondità delle donne italiane è decisamente basso: 1.33 figli per donna, vale a dire che una coppia non riesce a riprodurre un numero di figli in grado di sostituirla. Se non ci fossero gli immigrati che compensano il calo di fecondità delle donne italiane, il nostro Paese sarebbe destinato ad un progressivo declino.
L'Autorità per l'energia lancia progetti per tutela consumatori finanziati dalle sanzioni irrogate
Pubblicato bando di gara da 863 mila euro cui potranno partecipare le 16 associazioni dei consumatori che fanno parte del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu)
Le 16 associazioni dei consumatori che fanno parte del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) avranno tempo fino al prossimo 31 maggio per presentare i progetti alla Cassa conguaglio per il settore elettrico (Ccse) che ne curerà la gestione operativa; le iniziative selezionate dovranno essere realizzate nel biennio 2010-2011.
I progetti potranno contare su un finanziamento di 863.300 euro grazie ai 485 mila euro per la formazione ed aggiornamento dei conciliatori delle associazioni dei consumatori a cui si sommano 378.300 euro che verranno assegnati attraverso avviso pubblico per l’erogazione di un contributo ai costi dei conciliatori.
I progetti per la conciliazione stragiudiziale (Pcs) rappresentano solo la prima parte di un più complessivo pacchetto di interventi per favorire la tutela del consumatore di energia; con il decreto ministeriale del 23 dicembre 2009, infatti, il ministero dello Sviluppo economico ha approvato la proposta dell’Autorità relativa a tre diversi progetti di durata biennale da avviare nel 2010 per un impegno complessivo di 2.590.000 euro."La liberalizzazione del mercato energetico deve essere vigilata, sorvegliata e partecipata – ha detto il presidente del Cncu, Stefano Saglia - L'iniziativa presentata oggi in collaborazione con l'Autorità dell'energia rappresenta un passo avanti per rendere il cittadino sempre più consapevole e in grado di avere più strumenti per vigilare".
"Con la pubblicazione dei bandi di gara per la formazione dei conciliatori delle associazioni dei consumatori del Cncu e dell’avviso pubblico per il riconoscimento di contributi ai costi sostenuti dalle associazioni per le conciliazioni giunte a buon fine – ha sottolineato il presidente dell'Authority, Alessandro Ortis - si rafforza ulteriormente l’impegno dell’Autorità nella tutela del consumatore di energia, in attuazione anche di quanto previsto nel protocollo d'intesa con il Cncu".
Il protocollo di intesa, sottoscritto nel maggio 2009, ha fra i suoi punti qualificanti il favorire l'accesso dei consumatori a forme stragiudiziali di risoluzione delle controversie, migliorare l’informazione ai clienti finali sui mercati energetici e promuovere l’educazione al consumo e all’uso consapevole dell’energia attraverso attività che contribuiscano ad accrescere la conoscenza dei propri diritti.
Che cosa fare se la bolletta è sbagliata o ci sono disservizi? Come si fa un reclamo? Come orientarsi fra offerte e contratti? Come funzionano mercato e servizi? Per dare risposte a queste ed altre domande, nasce L'Atlante dei diritti dei consumatori di energia, una guida di facile consultazione che, in modo chiaro e semplificato, riassume e presenta tutele, garanzie e diritti previsti dall’insieme delle norme finora stabilite dall’Autorità. L’Atlante viene messo a disposizione delle Associazioni dei consumatori e di tutti i cittadini.La iniziativa, dell'Atlante, si affianca alle molte altre già da tempo promosse dall’Autorità in collaborazione con il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU). “Fin dalla sua istituzione l'Autorità ha dedicato particolare impegno a una delle sue missioni più importanti, la tutela dei consumatori, disciplinando i principali aspetti dei servizi elettrico o gas e rafforzando progressivamente i diritti di chi paga le bollette” - ha sottolineato il Presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis – " l’Atlante è uno strumento che permette ai cittadini di sapere di più, per meglio scegliere e farsi valere. Intendiamo così valorizzare ulteriormente il ruolo ed il potere dei consumatori; questo promuove anche una conveniente concorrenza, la competitività delle aziende ed, in definitiva, la competitività complessiva del nostro sistema energetico in termini di economicità, qualità dei servizi e tutela ambientale”.
Conferenza stampa per Inaugurazione sede Litorale della Casa del Consumatore.
Venerdì 12 febbraio alle ore 12.00 a Fiumicino in via Delle Meduse, 135
Il Vicepresidente Dott. Settimo Cerniglia con il Sindaco di Fiumicino e l'Avv. Pablo Deluca
Coordinal’avvocato Pablo De Luca, responsabile Casa del Consumatore Fiumicino
Intervengono
Settimo Cerniglia Vicepresidente Nazionale La Casa del Consumatore
Mario Canapini Sindaco Comune di Fiumicino
Anselmo Tomaino Consigliere della Provincia di Roma
Tele2 e le Associazioni dei consumatori tra cui La Casa del Consumatore hanno firmato il Protocollo di conciliazione paritetica che istituisce la conciliazione on line. L’intesa è stata sottoscritta da Marco Bragadin, Amministratore Delegato di Tele2, e dai rappresentanti delle associazioni aderenti al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
Il Protocollo consolida il dialogo con le Associazioni di Consumatori e favorisce una maggiore efficacia nelle relazioni con i consumatori e nella risoluzione delle problematiche, elementi ritenuti strategici da Tele2.
Per il Vicepresidente della Casa del Consumatore il Dott. Settimo Cerniglia, il Protocollo di conciliazione paritetica costituisce un valido strumento per la risoluzione delle controversie, consentendo una rapida e qualificata risposta sia in ambito commerciale e sopratutto nella tutela dei diritti dei consumatori.
Pertanto i Consumatori saranno più tutelati, il tutto con un occhio alle alle Raccomandazioni della Comunità Europea n. 1998/257/CE e n. 2001/310/CE.
Imparzialità, Trasparenza, Efficacia ed Equità sono i quattro principi su cui è stato costruito il Protocollo che applica il modello della conciliazione paritetica azienda-associazioni per la risoluzione non giudiziale delle controversie. Tutto avverrà on line tra Tele2 e i conciliatori delle Associazioni e, soprattutto, il procedimento si chiuderà entro 30 giorni.

ROMA 25 novembre 2009
Doccia fredda stamattina per migliaia di correntisti di Poste Italiane, e in particolare di BancoPosta
Migliaia di euro apparentemente volatilizzati, conti in rosso per molti e impossibilità di pagare con il bancomat o di prelevare soldi ai Postamat. «Un'anomalia contabile, che ha generato un addebito superiore a quello effettivo», spiegano da Poste Italiane. L'azienda ha reso noto che saranno corretti entro stasera «i saldi di tutti i conti correnti che hanno riportato inconvenienti contabili». Il problema si è verificato nel corso dell'aggiornamento della piattaforma tecnologica.
In pratica, si è spostata la virgola dell'ultima operazione effettuata, aggiungendo due zeri in più. Esempio, per un prelievo di 140 euro, l'addebito è stato di 14000 «Un disguido che non si è verificato per tutti i correntisti - aggiungono - ma solo per quelli che avevano effettuato operazioni recenti».
Poste Italiane ha assicurano che non ci sarà addebito di interessi per chi si fosse ritrovato il conto in rosso.
Decine le segnalazioni giunte alla Casa del Consumatore da correntisti spaventati. Il Vicepresidente Settimo Cerniglia: «Qualora i tempi di ripristino della disponibilità del conto superino le 24 ore, la Casa del Consumatore adirà la procedura di conciliazione presso Poste Italiane per ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito».
Libri / «Uccidi gli Italiani:
Gela 1943, la battaglia dimenticata»


Esemplare saggio di microstoria, il libro di Andrea Augello si pone un obiettivo lodevole: dimostrare che la Sicilia '43 non fu l'isola della fuga e del disonore, della rotta dell'esercito italiano e della marcia trionfale di Montgomery e Patton.
L'immagine accreditata e l'opinione comune consolidatasi nella memoria sono quelle di una rotta dell'esercito italiano e di una marcia trionfale di Montgomery e Patton. Gela, battaglia politicamente scorretta, è stata da molti dimenticata o misconosciuta. Augello, senza inutili concessioni alla nostalgia e senza costruire un'ara in favore dei difensori, tira un calcio negli stinchi alla retorica del «soldato italiano cialtrone» e lo fa con il contributo dei testimoni di allora: i pochi rimasti, pochi ma tutti consapevoli di avere fatto il loro dovere.
«Uccidi gli italiani: Gela 1943, la battaglia dimenticata», Mursia, Milano 2009, pagg. 188, euro 15,00
LA RINEGOZIAZIONE DEL CONTRATTO DI MUTUO
Nel codice civile del 1942, il contratto in cui idealmente si manifesta la funzione creditizia è il mutuo (art. 1813 e ss.). Questo primato scaturisce dalla vicenda storica che lo ascrive tra i contratti tipici dell’esperienza giuridica romana.
Nel corso della storia, difatti, giuristi non solo romani, ma anche bizantini, germani, si sono preoccupati di fornire una spiegazione sempre più specifica del mutuo. Sia in epoca medievale che moderna gli economisti si sono sforzati di portare il mutuo ad un giusto equilibrio di costo, cercando di stabilire principi che regolassero il calcolo degli interessi.
Attualmente l’argomento è stato il più possibile allineato, soprattutto in funzione della disciplina dell’Unione Europea, tra i diversi paesi stranieri.
In forza dell’art. 1813 del Codice Civile il mutuo è un contratto mediante il quale una parte, detta mutuante, consegna all’altra, detta mutuataria, una somma di denaro o una quantità di beni fungibili, che l’altra si obbliga a restituire successivamente con altrettante cose della stessa specie e qualità. continua a leggere
Dott. Simona Gasparri
Cartello prezzi dei carburanti: denuncia della Casa del Consumatore all'Antitrust, a Mr. Prezzi e al Ministro Scajola

Milano, 28/10/2009
Dopo quasi tre mesi di rilevazioni quotidiane dei prezzi delle compagnie petrolifere è emerso che la differenza di prezzo tra la più cara e la meno cara di otto compagnie è di appena tre
millesimi di euro nel diesel e quattro millesimi nella benzina. Questo il risultato dell'inchiesta della Casa del Consumatore, denunciato ieri all'Antitrust, a Mr. Prezzi e al Ministro Scajola.
L'iniziativa (denominata “CAROPIENO”) è stata avviata lo scorso agosto dalla Casa del Consumatore attraverso il proprio “blog del consumatore”.
FROSINONE 20 Giugno 2009
La casa del consumatore sostiene Iannarilli

IL Vicepresidente della Casa del Consumatore Dott. Settimo Cerniglia ringrazia il Candidato del PDL alla Provincia di Frosinone On. Antonello Iannarilli per il recepimento nel suo programma della proposte a tutela dei consumatori e degli utenti
Questi i temi trattati ieri nella sede del comitato elettorale del candidato del Pdl alla presidenza della Provincia, Antonello Iannarilli, nel corso dell'incontro con i rappresentanti della sede di Frosinone de "La casa del consumatore", la libera associazione nazionale a difesa dei consumatori. Il presidente provinciale Vittorio Perifi; il presidente regionale e vice presidente nazionale Settimo Cerniglia e il legale dell'associazione, Pierluigi Di Tomassi, hanno illustrato il lavoro dell'associazione e i punti salienti del documento programmatico sottoposto al candidato Iannarilli. L'associazione opera a Frosinone da due anni e conta l'iscrizione di mille famiglie. Il presidente provinciale ha innanzitutto ringraziato Iannarilli: «Per l'opportunità di discutere delle problematiche, programmare interventi e impostare azioni, fornire strutture idonee». Per quanto concerne il punto specifico dedicato ai consumatori occorre puntare alla collaborazione tra associazione e pubblica amministrazione, creando uno sportello interno all'ente che funzioni da interfaccia con i cittadini; urge anche una riforma strutturale per avere una pubblica amministrazione più moderna ed efficiente, magari attraverso la creazione di un punto informatico; attenzione anche alla politica socio-sanitaria dove sono richieste trasparenza e un monitoraggio stabile. Il presidente regionale e vice presidente nazionale, Dott.Settimo Cerniglia, si è soffermato sull'esperienza (già fatta nel Comune e Provincia di Roma) dell'istituto della conciliazione, che consente una risoluzione alternativa delle controversie grazie ad appositi protocolli d'intesa stipulati tra l'associazione e le imprese. I rappresentanti dell'associazione hanno dichiarato il loro sostegno a Iannarilli che ha ringraziato per la fiducia ribadendo che i temi proposti saranno recipiti nel programma elettorale poiché tutti finalizzati alla tutela del cittadino. È stato affrontato anche il discorso Acea dal momento che l'associazione, a Roma, ha raggiunto l'accordo sulla conciliazione con l'azienda municipalizzata: il protocollo è stato firmato mercoledì 13 maggio 2009, dove entro settembre sara esteso alla provincia di Frosinone. Dunque, non è escluso che l'istituto di risoluzione alternativa delle controversie possa essere applicato anche nella nostra Provincia: nel merito, Iannarilli ha anche ricordato i tanti contenziosi «migliaia di pratiche», ha detto, che coinvolgono l'amministrazione provinciale sulla Cosap.
per il testo recepito da il Candidato On. antonello Iannarilli vedi sezione iniziative Casa del Consumatore


FIRMATO IL PROTOCOLLO E I REGOLAMENTI CONCILIAZIONE PARITETICA TRA ACEA E LE
ASSOCIAZIONI REGIONALI DEI CONSUMATORI
Roma, 13 maggio 2009
E’ stato siglato oggi il Protocollo d’intesa e dei regolamenti di conciliazione paritetica tra le Società del gruppo Acea e le Associazioni regionali dei consumatori che fanno parte del CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti).
Si è giunti alla firma del Protocollo dopo l’avvio di un tavolo permanente di confronto, durato per circa un anno e mezzo, che ha convenuto di adottare, previa una fase di sperimentazione, uno strumento stragiudiziale delle controversie sorte con i clienti, che è appunto la conciliazione paritetica. Alla firma del protocollo, avvenuta questa mattina nella sede centrale di Acea, erano presenti il Presidente di Acea, Giancarlo Cremonesi, l’Amministratore Delegato, Marco
Staderini, e 17 rappresentanti delle Associazioni regionali.
Il Protocollo è stato condiviso e siglato da tutti i presenti con la volontà di fare divenire la conciliazione paritetica un valido strumento per la risoluzione delle controversie, in grado di garantire la riduzione dei tempi e dei costi necessari alla loro soluzione. Sia il Presidente di Acea, Giancarlo Cremonesi, che l’Amministratore Delegato, Marco Staderini, auspicano che la conciliazione paritetica sia sempre accompagnata da un’attività congiunta di analisi e monitoraggio con il fine di predisporre iniziative tese al
miglioramento della qualità del servizio e di prevenire l’insorgenza di future controversie.
Per il Vicepresidente Nazionale della Casa del Consumatore Dott. Settimo Cerniglia la firma di questo accordo è importantissimo per tutte le associazioni di Consumatori, infatti è il primo accordo di conciliazione siglato con una azienda municipale del Comune di Roma, segno peraltro di una diversa sensibilità nei confronti dei cittadini romani rispetto all'amministrazione comunale precedente.Pertanto si auspica che a seguito di questo Procollo di conciliazione ne seguiranno prossimamente altri con altre grendi aziende municipalizzate.

ENEL-CONSUMATORI: AL VIA IN TUTTA ITALIA
LA CONCILIAZIONE DELLE CONTROVERSIE CON I CLIENTI
ROMA 17 Giugno 2008
Il Vicepresidente della Casa del Consumatore alla Firma del Regolamento di Conciliazione Enel
Con l’accordo Enel – Associazioni dei Consumatori del CNCU, le controversie potranno essere risolte on line in modo veloce, semplice e gratuito. Dopo un periodo di sperimentazione in Piemonte, la conciliazione viene ora estesa fino a coinvolgere oltre 20 milioni di clienti Enel dell’elettricità e del gas. Per Settimo Cerniglia, Vicepresidente della Casa del Consumatore: “Enel è la prima utility in Europa a mettere in atto una procedura di conciliazione su così vasta scala”.
Roma, 17 giugno 2008 – Parte oggi su tutto il territorio nazionale la procedura di conciliazione paritetica su base volontaria delle controversie con i clienti, grazie all’accordo tra Enel e le sedici Associazioni dei Consumatori che compongono il CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti).
Dopo una fase sperimentale avviata nel 2007 in Piemonte, da oggi, per oltre 20 milioni di clienti dell’elettricità e del gas di Enel, sarà possibile accelerare i tempi e azzerare i costi per risolvere eventuali controversie, grazie a una pratica extragiudiziale semplice ed eseguibile on line. La procedura di conciliazione è uno strumento di risoluzione delle controversie, basato sulla libera adesione delle parti che cercano di raggiungere un accordo amichevole. La procedura offre ai consumatori una possibilità concreta di risolvere rapidamente e direttamente le nascenti controversie senza dover ricorrere al giudice ordinario.
Soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti delle Associazioni dei consumatori che hanno così commentato: “Siamo lieti di proseguire il dialogo con Enel che, avviato nel 2003, ha portato alla realizzazione di numerose iniziative congiunte. Tale approccio ha permesso di favorire la condivisione di tematiche legate alla difesa dei diritti dei consumatori, fino ad arrivare alla procedura di conciliazione, che consente la riduzione dei tempi e dei costi per la risoluzione delle controversie. Tale scelta permette a tutti i clienti Enel di poter contare su una migliore capacità di interlocuzione con l’Azienda e per le Associazioni di iniziare una nuova fase nella quale saremo impegnati a migliorare
ulteriormente la procedura di conciliazione”.

Roma, 15 maggio 2009
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha approvato un provvedimento sulla qualità dei servizi telefonici di contatto (cosiddetti call center), applicabile a tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile, stabilendo un piano triennale di miglioramento progressivo che ridurrà significativamente i tempi di attesa per gli utenti e renderà i call center direttamente accessibili anche ai non udenti.
Il provvedimento, sollecitato anche dalle numerose segnalazioni giunte dalle associazioni dei consumatori e dai singoli utenti sulla scarsa qualità dei call center (tempi di attesa troppo lunghi, risposte non chiare o inadeguate, eccessiva invadenza degli addetti, mancanza di certezza nella presa in carico dei reclami), definisce regole e standard minimi di qualità, al fine di garantire i diritti degli utenti sia quando contattano (inbound) sia quando vengono contattati telefonicamente dagli addetti ai call center per l’attivazione di servizi o promozioni (outbound).Sono in particolare stabiliti:· i principi generali di comportamento a cui i gestori e gli addetti ai call center devono attenersi, ad esempio fornendo sempre un proprio codice identificativo, parlando un italiano corrente, chiaro e comprensibile e assegnando un codice ai reclami ricevuti;· gli indicatori fondamentali di qualità del servizio inbound, quali il “tempo di navigazione” tra le varie opzioni automatiche prima di parlare con un addetto, il “tempo di attesa” della risposta effettiva dell’addetto e il “tasso di risoluzione dei reclami”, cioè la percentuale di reclami risolti senza ulteriori solleciti dell’utente, prevedendo, per ogni indicatore, i valori minimi da rispettare secondo un piano triennale di miglioramento;· la gratuità dell’accesso telefonico al call center, nel rispetto di quanto previsto dal piano di numerazione nel settore delle telecomunicazioni;· i requisiti minimi di accessibilità gratuita ai call center per gli utenti sordi, grazie a tecnologie “assistive”, quali chat, SMS, fax, e-mail e “servizi ponte”, questi ultimi da erogare anche per il tramite dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (ENS).
Tra le modalità di monitoraggio della qualità dei servizi dei call center è prevista la possibilità di effettuare campagne di tipo “call back” con l’eventuale collaborazione delle associazioni dei consumatori.

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Polizze Poste Vita: “Sì alla conciliazione”
Importante accordo con le Associazioni dei consumatori
Ulteriormente salvaguardati i titolari di prodotti Index linked
Roma, 7 maggio 2009 – Accordo innovativo tra Poste Vita e Associazioni dei consumatori per una procedura di Conciliazione sulle polizze index linked Programma Dinamico. Per la prima volta una compagnia assicurativa italiana introduce la possibilità di ricorso alla Conciliazione a ulteriore tutela del sottoscrittore di polizze. L’intesa è stata siglata oggi da Poste Vita, la società assicurativa del Gruppo Poste Italiane, e 17 Associazioni dei consumatori: stabilisce che i possessori delle polizze index linked Classe 3 A Valore Reale, Ideale, Raddoppio e Index Cup, della serie Programma Dinamico, sottoscritte tra il 2001 e il 2002, potranno scegliere la procedura negoziale a salvaguardia del loro investimento, qualora non fossero soddisfatti della soluzione proposta dalla Compagnia.L’accordo è stato firmato dalla Casa del Consumatore Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Arco, Assoutenti, , Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori.
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IV MUNICIPIO
La Casa del Consumatore apre il primo di Sportello di Conciliazione nel Comune di Roma
Informazioni, educazione al consumo e a scelte più consapevoli, assistenza tecnico-giuridica, orientamento e facilitazione dei rapporti con le aziende di beni e di servizi, risoluzione stragiudiziali delle controversie. Sono alcuni dei servizi offerti dallo Sportello di Conciliazione (Conciliation Point), aperto in questi giorni in via Fracchia 41 presso il IV Municipio a Roma.
La struttura è a disposizione gratuitamente di tutti i cittadini, si trova nei locali del IV Municipio adiacenti all’Ufficio Anagrafe, è aperto ogni martedi e il giovedi dalle 14 alle 16.
Un’amministrazione che persegua l’obiettivo di massimizzare le condizioni di benessere e di migliorare la qualità di vita dei propri cittadini non può fare a meno di chiedersi se, anche nella veste di consumatori, i loro interessi siano opportunamente tutelati – ha spiegato il Presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli.
Ecco perché Casa del Consumatore Lazio in collaborazione con il IV Municipio ha realizzato il primo Sportello di Conciliazione nel Comune di Roma.
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Elettricità: arriva il ‘Trova offerte’ dell’Autorità, per trovare e confrontare le offerte sul mercato
On line lo strumento per stimare la propria spesa annua in base alle diverse proposte
Trovare l’offerta di energia elettrica più adatta alle proprie esigenze, confrontando le diverse proposte sul mercato. Da oggi è possibile grazie al “Trova Offerte”: uno strumento semplice, reso disponibile dall’Autorità per l’energia sul proprio sito (www.autorita.energia.it) per mettere a confronto le offerte di numerose società di vendita.
Grazie al suo motore di ricerca, il ‘Trova offerte’ consente di individuare e confrontare le proposte di fornitura di energia elettrica relative all’area di interesse, di valutare le varie condizioni e la relativa spesa, anche rispetto alle condizioni di “maggior tutela” stabilite dall’Autorità con cadenza trimestrale (*).
Lo strumento è facile da utilizzare: basta inserire il CAP del Comune di interesse, indicare il tipo di contratto ed il consumo annuo, tutti elementi facilmente reperibili sulla bolletta; seguendo le istruzioni presenti nelle varie schermate, si potranno visualizzare le offerte dei venditori che operano nella zona selezionata.
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La possibilità di consentire ai cittadini forme nuove di partecipazione, attraverso iniziative autonome nell'interesse generale, è la nuova frontiera della democrazia.
Presidente Fondazione Roma Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele

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Firmato il Protocollo di Conciliazione tra Fastweb e la Casa del Consumatore.
Dal primo gennaio 2009, sarà più facile risolvere le controversie per i cittadini della Regione Lazio.
Fastweb e le associazioni dei consumatori del Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti) tra le quali, la Casa del Consumatore, infatti, hanno firmato un accordo per avviare la procedura di conciliazione paritetica delle controversie riguardanti i servizi di comunicazione su rete fissa e mobile.
Lo scopo della conciliazione sarà quello di garantire ai consumatori una risoluzione delle controversie in modo veloce e del tutto gratuito.
La conciliazione sarà attiva nella fase sperimentale per i primi 6 mesi ed sarà ristretta ai soli reclami provenienti dal Lazio e dalla Lombardia. Poi, sarà estesa al territorio nazionale. In questa prima fase i clienti potranno richiedere di accedervi solo tramite una delle associazioni dei consumatori firmatarie dell'accordo. Sarà istituita una Commissione formata da un rappresentante di Fastweb e da un componente dell'associazione della CASA DEL CONSUMATORE che rappresenterà il......continua a leggere

Contatori domestici del gas – Importante protocollo d’intesa promosso dalle Associazioni dei Consumatori
In data 23 dicembre 2008, la Casa del Consumatore ha firmato, insieme ad altre 13 associazioni dei consumatori, un importante protocollo d’intesa con l’ENI e con l’Italgas per la sostituzione dei vecchi contatori domestici e per l’erogazione di conguagli.
Un importante ed innovativo accordo a tutela dei diritti di tutti gli utenti del gas che hanno installati contatori domestici “vecchi”, ossia contatori di classe non superiore a 66, anno di fabbricazione antecedente al 1990 e comunque del tipo a “membrana animale”. La sostituzione dei contatori, secondo un piano già avviato dall’Italgas che riguarderà circa 700 mila contatori all’anno, si concluderà entro la primavera 2011. Ai clienti che si trovano nelle condizioni di aver avuto o che continuano ad avere misurazioni con contatori “vecchi” (circa 1,8 milioni di utenti), l’ENI riconoscerà un conguaglio pari all’1,31% della somma versata per i 365 giorni precedenti alla data di sottoscrizione dell’accordo, nonché uno sconto pari al 31% sul prezzo relativo ai volumi consumati dal 23 dicembre 2008 sino alla data in cui avverrà la sostituzione. leggi tutto ...


Presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi Roma tre è attivato il Master di II livello in "Globalizzazione dei Mercati e Tutela dei Consumatori".
La struttura didattica del Master è caratterizzata da una organizzazione in moduli fortemente interdisciplinari e tra di loro strettamente integrati. L'obiettivo è quello di realizzare un'offerta formativa unitaria che, da un lato, consenta all'allievo di acquisire una reale specializzazione in un campo, quello della regolamentazone dei mercati e dei diritti dei consumatori, di attività di estrema attualità, dall'altro lato permetta di acquisire competenze spendibili in contesti professionali vari.
Ciascun modulo è coordinato da specifici responsabili che consentano di facilitare un approccio interdisciplinare, ma coerentemente collegato.
L'attività didattica svolta non solo da docenti dell'Università degli Studi Roma Tre, ma anche da docenti delle Università partner e di altre Università italiane e straniere, viene integrata da Corsi tenuti da operatori particolarmente qualificati dei settori interessati, accentuando, così, anche attraverso il metodo il carattere di "interdisciplinarietà". Il master è uno strumento indispensabile e utile, per tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo dei consumatori.Nel corso degli anni inoltre è stato uno strumento formativo utile per tutti gli operatori delle Associazioni di Consumatori.
Per informazioni cliccare: Globalizzazione dei Mercati e Tutela dei Consumatori
27 novembre 2008
Al via il Protocollo d'intesa tra le Associazioni di Consumatori e il Gruppo Edison per la Conciliazione Paritetica
Parte la fase sperimentale dell’accordo: per 6 mesi i clienti Edison di Piemonte e Molise potranno risolvere le eventuali controversie in modo semplice, trasparente e gratuito.
Roma, 27 novembre 2008 – Edison ha siglato oggi un protocollo di intesa con le associazioni di consumatori per la conciliazione paritetica delle controversie tra azienda e consumatore. La conciliazione paritetica costituisce un valido strumento per la risoluzione delle controversie in modo amichevole, volontario e gratuito, fornendo un’adeguata ed efficace tutela dei diritti dei cittadini consumatori. Le associazioni di consumatori che hanno aderito all’accordo sono: Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela dei Consumatori Utenti, Verbraucherzentrale Südtirol, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino.
Con il Protocollo le parti intendono fissare le linee guida della procedura volontaria di conciliazione paritetica delle controversie che dovessero insorgere tra Edison e i suoi clienti. Edison e le associazioni intendono anche programmare iniziative di formazione sui temi della gestione dei conflitti in ambito consumeristico. L’intero accordo ha lo scopo di garantire la massima trasparenza e comprensibilità delle informazioni riguardanti l’azienda e le sue offerte.
Il protocollo sarà attivo da inizio 2009 nella sua fase sperimentale e limitato territorialmente alla Regione Piemonte e alla Regione Molise. Allo scadere dei sei mesi di sperimentazione sarà esteso a tutto il territorio nazionale.


La CASA DEL CONSUMATORE-LAZIO ha avviato nel Lazio la procedura di conciliazione con l'Enel, con lo scopo di offrire ai piccoli consumatori, in particolare alle famiglie, una procedura gratuita e rapida per la risoluzione delle controversie che possono insorgere con le società del gruppo Enel che forniscono elettricità e gas.
Il Protocollo di Conciliazione On-line con Enel nasce dal raggiungimento di un obiettivo che riguarda il più numeroso insieme di clienti di tutta l’Europa: ben oltre 20 milioni di clienti di elettricità e gas.
La Casa del Consumatore-Lazio, è pronta ad offrire l’assistenza ai clienti, sin dal nascere della controversia e per la presentazione dei reclami e conciliazioni;
tanto le associazioni, questa volta in 16, hanno indetto per giovedì 18 settembre "lo sciopero della pagnotta", giornata di lotta dei consumatori contro il carovita. Invitando i cittadini a non comprare, almeno per quella giornata, i prodotti che hanno registrato gli aumenti più consistenti, dal pane alla pasta fino alla benzina. Aumenti che pesano moltissimo sulle famiglie a reddito fisso: "Una mensilità di lavoratori e pensionati è stata bruciata dagli aumenti già avvenuti; un'altra mezza mensilità sarà bruciata dall'aumento delle tasse a causa dell'inflazione", sostengono le associazioni. I rappresentanti dei consumatori si sono dati appuntamento per il 18 settembre in piazza Montecitorio, per presentare al governo e al Parlamento una serie di proposte per abbassare il carovita, a partire da un "provvedimento straordinario di moratoria di prezzi e tariffe fino al 30 giugno 2009".
Le proposte delle associazioni dei consumatori
Le 16 associazioni promotrici dell'iniziativa chiedono inoltre una tariffa sociale elettrica estesa anche al gas e l'Iva sul gas metano al 10% anche per il riscaldamento, sanzioni per le scuole e gli insegnanti che non rispettano il tetto di spesa previsto dalla legge, cartellini "antispeculazione" che indichino il prezzo di vendita al dettaglio accanto a quello finale, un meccanismo che obblighi le società petrolifere ad adeguare il prezzo della benzina alla discesa dei prezzi del greggio, non solo ai rincari, la riduzione delle accise da tempo promessa dal governo. E ancora: un recupero fiscale (con detrazioni o bonus) per almeno 300 euro a famiglia, delle maggior tasse che le famiglie stanno pagando per via dell'inflazione.
I DANNI PUNITIVI E IL RISARCIMENTO DEL DANNO AMBIENTALE
di
Giuseppe Spoto Ricercatore di diritto privato nella Facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre1. Il risarcimento del danno ambientale è stato accostato di recente da alcuni commentatori alla nozione di danni punitivi, ma questa affermazione portata ad estreme conseguenze nasconde il rischio di stravolgere l’intero sistema della responsabilità civile. A ben vedere, si tratta di un tema assai delicato che impone la massima prudenza e la necessità di non cadere in facili fraintendimenti. Per questa ragione proverò a confutare tale bizzarra idea, che vede il risarcimento del danno ambientale come la valvola di ingresso dei c.d. “danni punitivi” nel nostro ordinamento, chiarendo le ragioni che impediscono l’applicazione dei danni punitivi in Italia, ed esaminando le significative differenze che caratterizzano il risarcimento del danno ambientale....Leggi tutto
SPECIALEFORUM P.A.
riali.GIORNATA EUROPEA DEL CONSUMATORE SABATO 15 MARZO RIETI













